Sito Ufficiale x1/9
  Notizie     
 

I preferiti

Top - Siti web

Eventi
<
Febbraio
>
L M M G V S D
-- -- -- -- -- 01 02
03 04 05 06 07 08 09
10 11 12 13 14 15 16
17 18 19 20 21 22 23
24 25 26 27 28 29 --

Questa settimana

 
L'INTERVISTA...
Inserito il 13 aprile 2011 alle 09:19:00 da ottavio. IT - BUROCRAZIA

Quante domande vengono poste ogni volta che un presunto tesserato vuole iscriversi al club, le stesse domande vengono poste al Presidente dell'A.S.I. Roberto Loi da parte di un giornalista di Ruote Classiche ecco l'intervista così come è stata estrapolata liberamente dalla nostra "piccola redazione":...

... 1^ domanda: acquistando un veicolo con più di vent'anni , per omologarlo storico ci si deve iscrivere ad un club Federato A.S.I. ?

=risposta: Se si vuole la certificazione storica, Si;

2^domanda: quanto si è esentati dalla tassa di possesso?

=risposta:Dopo il compimento dei 30 anni.Oppure dopo i 20 anni purché il veicolo possegga le caratteristiche imposte dal D.M. 19/03/2010 e abbia ottenuto l'attestato di storicità. Per circolare basta pagare una modesta tassa, che varia da Regione a Regione.

3^ domanda: Vi sono procedure di revisione specifiche per le vetture con certificazione di storicità?

=risposta: Il D.M. 19/03/2010 prevede una procedura più favorevole per i veicoli di interesse storico o collezionistico. L'intervallo tra una revisione e l'altra é di due (2)anni.

4^domanda: Recarsi alla Motorizzazione per la Revisione non sempre é facile. Era stato promesso che i club avrebbero potuto effettuare le verifiche anche fuori le sedi degli ispettorati, ma in pratica non avviene.

=risposta: La legge lo prevede esplicitamente. Quindi gli uffici della Motorizzazione sono tenuti a concedere l'agevolazione. Stiamo lavorando per eliminare le cause di queste inadempienze.

5^ domanda: Però l'A.S.I. non ha risolto del tutto il problema della revisione per i veicoli ante 1960; gli ispettorati continuano a opporre ostacoli...

=risposta:non è del tutto vero. come sempre, i casi negativi fanno più notizia e se ne parla, ma non sono la regola. Anzi sono pochissimi i casi di rifiuto alla riammissione alla circolazione o di mancata revisione. Basti dire che dal settembre 2010 l'A.S.I. ha rilasciato circa 1100 CRS (Certificati di Rilevanza Storica). L'aspetto delicato è la compilazione della modulistica. A ciò si sta ponenedo rimedio con la modifica di alcuni dati richiesti dalla Motorizzazione e con la predisposizione di schede precompilate dall'A.S.I. .

6^domanda: Ottenuta, tramite il mio club, la certificazione di storicità dell'A.S.I., devo anche munirmi del CRS ?

=risposta: Se lo scopo è l'esenzione dal pagamento della tassa di proprietà per i veicoli ultraventennali, ma che non abbiano ancora 30 anni, basta l'attestato di storicità. Se si vuole ottenere il trattamento riservato ai veicoli storici per la circolazione, serve anche il CRS.

7^domanda: Come si conquista l'ambita Targa Oro?

=risposta:La Targa Oro può accompagnare il CRS. Questo documento, per quanto prestigioso, dal 20 marzo 2010 ha valenza solo interna; gli altri documenti rilasciati dall'A.S.I., cioè l'attestato e il Certificato di Rilevanza Storica e Collezionistica, hanno valore verso la Pubblica Amministrazione.

8^domanda: In altri tempi, un veicolo senza targhe sarebbe stato impossibile da rimettere in circolazione: ora si può, ma l'iter non è affatto semplice...

=risposta: Oggi qualsiasi veicolo, radiato d'ufficio per mancato pagamento della tassa di possesso o per altra causa può essere rimesso in circolazione alle condizioni previste dal D.M. 19/03/2010 e dalla successiva circolare del 4 ottobre. L'iter si avvia con la richiesta del CRS rilasciato dall'A.S.I. attraverso i club: la procedura non è rapida, ma alla fine va in porto.

9^domanda:Che cosa occorre per importare un veicolo?

=risposta: Nulla è cambiato. Comunque per la reimmatricolazione sarà necessario il CRS.

10^ domanda: Una questione che agli appassionati sta a cuore è la libertà di circolare con la "storica" nelle aree urbane. Anche qui non c'è chiarezza.

=risposta: Purtroppo le autonomie locali impediscono un'azione generalizzata. In effetti ci sono aree in cui i veicoli storici sono più rispettati che in altre. Tutto dipende dalla sensibilità degli amministratori locali e dai rapporti che si sono creati con i club territoriali. Alcuni amministratori non sanno apprezzare il valore culturale di un veicolo storico, che considerano un lusso per pochi. Sbagliano: la passione per le "storiche" è diffusa in tutte le classi sociali.

11^domanda:Forse le autorità temono certi abusi...

=risposta: Il regolamento Fiva, recepito dall'A.S.I., stabilisce che un veicolo, per definirsi storico, non debba essere adoperato come un'auto moderna. Se si accetta questo principio, non si può neppure pretendere che esso acceda quotidianamente nei centri urbani.

12^domanda:Il retrofit potrebbe essere la risposta a coloro che accusano le "storiche" d'inquinare ?

=risposta: A che serve? La maggior parte degli appassionati percorre in un anno meno di 1500 Km.

13^ domanda: Spesso intere collezioni passano a eredi che si affrettano a venderle nelle aste internazionali . Molte vetture di pregio finiscono all'estero...

=risposta: La legge sui beni culturali prevede un limite al trasferimento all'estero per i veicoli con più di 70 anni attraverso l'esercizio del diritto di prelazione, ma non vi sono fondi a questo scopo . ogni altra limitazione sarebbe un esproprio inaccettabile in un paese libero.

14^domanda: Quest'anno sono oltre 300 le manifestazioni a calendario A.S.I. . Non le sembrano un po' troppe ?

=risposta: Perché troppe ? sono solo il 10 per cento di quelle che si svolgono in Italia.

15^domanda: Si avvicinano le elezioni. Cosa Cambierà?

=risposta: Io prometto miglioramenti, non stravolgimenti. Dobbiasmo favorire aspetti e attività che determinano la crescita della Federazione. Servono collaboratori pronti a dedicarsi all'A.S.I. anima e corpo. Alcuni consiglieri lasceranno il posto; altri si faranno avanti. Il rinnovamento ci sarà, ma sarà graduale.

16^domanda: Molti specialisti del restauro chiudo l'attività perché non trovano chi voglia continuarla. Il loro patrimonio di conoscenze andrà perduto. La conseguenza sarà il ricorso frequente ai centri di restauro esteri, in particolare nei Paesi dell'Europa dell'Est, dove forse non viene applicato lo stesso rigore, ma i prezzi sono molto bassi. L'A.S.I. non può restare indifferente di fronte a questo fenomeno.

=risposta: Naturalmente non ignoriamo il problema. In collaborazione con la Regione Piemonte abbiamo allo studio il progetto di una scuola di restauro che potrebbe dare dei risultati, col vantaggio per la comunità di creare posti di lavoro sicuri. L'Italia non può e non deve perdere la sua tradizione artigiana.

In chiusura posso dire che quando si riescono ad amalgamare passione e azione, gli argomenti risultano facili da perseguire.








Letto : 4504 | Torna indietro

 
Log in
Login
Password
Memorizza i tuoi dati:


Visitatori
Visitatori Correnti : 4
Membri : 0

Per visualizzare la lista degli utenti collegati alla community, devi essere un utente registrato.
Iscriviti

Iscritti
 Utenti: 935
Ultimo iscritto : raffaele
Lista iscritti

 
 Copyright © Club Nazionale X1/9 
Contattami
Realizzato con ASP-Nuke 2.0.7
Questa pagina è stata eseguita in 0,1875secondi.
Versione stampabile Versione stampabile