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LA RESA DEI CONTI "NON PIU' VENTENNI"
Inserito il 22 dicembre 2014 alle 17:34:00 da ottavio. IT - BUROCRAZIA

Da più parti, in questo ultimo semestre c'è stato un continuo susseguirsi di notizie sul bollo auto per le "ventenni". Con la legge di stabilità adottata dal governo per le auto ultra ventennali porterà a mio parere scompiglio e confusione a danno non solo dei proprietari delle auto, anche delle officine, carrozzerie e ricambisti del settore a cui verrà tolta una bella fetta di lavoro, proprio in questo periodo di profonda crisi lavorativa...

Il governo ha adottato il vecchio sistema per considerare le auto storiche: cioè non più Ventennali, ma Trentennali, allineandosi al modello di altre nazione europee, non tutte.
E' nota la vicenda tra ASI e ACI, la prima favorevole alle ventenni l'altra contraria.
La legge del 2000 (legge 342/2000 art. 63)e successivamente decreto legge (17dicembre 2009)stabiliva che chiunque fosse in possesso di un auto di età compresa tra i 20 e 30anni poteva usufruire dell'esenzione del bollo e di una forte riduzione della tassa di circolazione regionale a fronte della propria iscrizione dell'auto in uno dei registri riconosciuti dallo Stato a rilasciare un attestato di storicità. Tutto ciò senza distinzione di marchio o modello.
L'ASI è stata sempre contraria alle liste chiuse, anche perché il legislatore non lo richiedeva (la storia non si afferma attraverso giudizi, ma è la storia che afferma se stessa con i fatti e con la valutazione dei posteri), quindi dietro il pagamento di una tassa di 20 euro, più l'iscrizione ad un Club federato e a parziale copertura dell'esame del veicolo si poteva usufruire del benificio richiesto.
Un beneficio fiscale che avrebbe creato, secondo molti, confusione e ingiusti privilegi.
Di sicuro questa " scure" non porterà benefici ne all'uno ente, ne all'altro; i malcapitati saranno sempre gli stessi gli automobilisti, sia con i veri collezionisti, sia con quelli che si affacciano per "caso" in questo mondo e in particolare colpirebbe i piccoli riparatori, i ricambisti e come se non bastasse si aggiungerebbe a quella del settore turistico.
Il dilemma esiste e si spera che gli enti possano trovare e suggerire al legislatore una giusta via di mezzo, come ad esempio quella che suggerisce Ruote Classiche:

1) storicità a 30 anni:
come la maggior parte dei paesi europei;
2) Esentabilità a 25 anni per quei" Veicoli di interesse storico e collezionistico" :
così ci sarebbe un riallineamento alla normativa di tutti i paesi del continente, nel rispetto delle politiche di ringiovanimento del parco circolante e del contenimento dell'inquinamento;
3) Sospensione temporanea della circolazione del veicolo dopo i 20 anni:
assodato che le utilitarie non sarebbero penalizzate ai fini del bollo irrisorio che pagano già, il problema si porebbe per quei veicoli di maggiore cilindrata quindi con più cavalli per i quali i proprietari si troverebbero costretti a pagare tasse onerose anche in caso di scarso utilizzo e modesto valore economico del mezzo.
Una buona proposta sarebbe quella di tramutare la tassa di possesso in tassa di circolazione, introducendo la possibilità di sospenderla in caso di non utilizzo, oppure reintrodurre la tassa di circolazione semestrale come si faceva qualche anno fa, magari da Aprile a Settembre.
Questo sistema eviterebbe l'utilizzo indiscriminato del veicolo per i furbetti di turno in quanto con l'utilizzo della banca dati in tempo reale le forze dell'ordine potrebbero risalire a chi utilizza il mezzo momentaneamente sospeso, vedasi polizze assicurative;
4)Certificazione, dopo i 25 anni, solo se si è in regola:
quanto un veicolo raggiunge i 25 anni di età, per essere considerato di "Interesse storico e collezionistico" e usufruire delle agevolazioni, dovrà ottenere una certificazione dall'ente o registro riconosciuto, in base ai requisiti richiesti, quali autenticità e adeguata originalità, perfetto stato di conservazione ed efficienza. Superata la verifica, verrà rilasciato un documento in cui si attesti le caratteristiche del veicolo, una sorta di passaporto con foto, anche con chip elettronico. Mentre sulla carta di circolazione verrà stampigliato lo status del mezzo, i due documenti dovranno seguire il veicolo ed essere esibiti qualora venisse richiesto. Dovrà essere obbligatorio esporre bollino di riconoscimento con mese e anno del rilascio o dell'ultima verifica;
5) Rinnovo certificazione:
il " passaporto" dovrà essere esibito in occasione delle visite periodiche, dalla presentazione ne consegue: la revisione che tiene conto della vetustà del veicolo e che l'esaminatore constati che le condizioni del veicolo siano rispondenti a quelle riportate al momento della certificazione.

Anche se la proposta di RC può essere interessante, alla fine si spera che non restino belle parole.
Inoltre si spera che i due "duellanti" possano trovare comunione di intenti, anziché sfidarsi a singolar tenzone.

Tratto liberamente da Ruote Classiche del mese di Dicembre 2014





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