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1976 - 131 ABARTH - LA BERLINA CHE VINCE I RALLY
Inserito il 30 gennaio 2017 alle 17:48:00 da ottavio. IT - ARCHIVIO

La "131 Abarth Rally" nacque dall'esigenza di sostituire l'ormai obsoleta "124 Abarth Rally"
Nel 1974 risulta ormai difficile ed evidente che la 124 Spider Abarth non poteva competere con la Lancia Stratos e la Renault A 110, un’auto che poteva tenere testa al campionato rally senza dubbio poteva essere la X 1/9, già realizzata sin da subito con le caratteristiche che si conoscono, ma i vertici Fiat non furono contenti di portare avanti il progetto X 1/9, perché secondo loro, “troppo lontano dalla filosofia della Casa” che prosegue la tradizione di un modello di successo, come la 124 berlina.
Questo benestare arriva tardi verso la Bertone che già aveva realizzato la linea produttiva delle X 1/9 Abarth. Quindi toccò alla stessa Bertone impostare la linea della 131 Abarth.
Nella struttura di Caprie viene realizzato il progetto estremo della versione sportiva della 131, dotata di appendici aerodinamiche con grande ala posteriore e grandi parafanghi per ospitare i pneumatici Pirelli P7 195/40 VR 15, nel frattempo all’Abarth viene realizzato il motore della Lancia Beta Montecarlo di 3200 V6 prototipo del Giro d’Italia del 1974 e ivi montato su questa carrozzeria.


Questo grande motore per essere posizionato sulla carrozzeria subisce modifica viene dotato di carter secco. Posteriormente viene montato cambio con ingranaggi a sbalzo, rispetto all'asse, per ottimizzare l’equilibrio dei pesi. Incredibilmente la vettura, guidata da Giorgia Pianta, vince al giro Automobilistico di Italia del 1975, nel quale riesce ad avere la meglio sulla Lancia Stratos ufficiali e sulla versione stradale dell’Alfa Romeo T33 dell’Autodelta.
Un risultato convincente che porta i vertici Fiat a proseguirne lo sviluppo, tenendo conto delle nuove norme del regolamento del Gruppo 4.
La versione di serie viene costruita in 400 esemplari, equipaggiata di tutte le componenti sportive cui devono essere omologate, come il cambio a innesti frontali utilizzando componenti economici dove il regolamento ne permetta la sostituzione, oppure sincronizzato allo stesso prezzo, ma come optional, o come il sistema di alimentazione di serie ad un solo carburatore, mentre sulla vettura da gara ad iniezione elettronica. Altre modifiche riguardano la distribuzione. Il ponte risulta uguale a quello della 124 Abarth Spider, mentre le sospensioni sono ampiamente lavorati anche se sono quelli di serie, ad eccezione per quelle posteriori.
La carrozzeria risulta ampiamente alleggerita, con adozione di parafanghi maggiorati e cofani sia anteriore che posteriori in vetroresina e porte in alluminio, anche gli interni sono ridotti all’osso per ragioni di peso. I sedili sono di tipo anatomico, rivestiti in tessuto.
Con questo allestimento l’auto viene presentata al salone di Ginevra nel 1976. La produzione dei primi 400 esemplari è già avviata, poiché è necessario che la vettura ottenga al più presto l’omologazione necessaria per il Gruppo 4 in quanto la 124 non è più in grado di rivaleggiare ed essere competitiva, infatti al rally di Montecarlo ufficializzò solo un 6° posto con Markku Alen. La stagione proseguì senza altri risultati importanti e senza auto Fiat Ufficiali, in attesa di omologazione avvenuta il 1° aprile. Una volta omologata prima di affrontare le gare più specialistiche del Mondiale, esordisce in Italia nel rally dell’isola d’Elba, valido per il campionato europeo ed italiano avendo successo con Alen primo e Bachelli secondo, su un tracciato duro e difficile. La stagione prosegue con risultati lusinghieri anche in Marocco, dove si distingue soprattutto nei tratti veloci.
Tutto sommato un palmares soddisfacente 2 Campionati del mondo piloti con Markku Alen nel 1978, Walter Röhrl nel 1980) e 3 Campionati del mondo costruttori (1977, 1978 e 1980), dopo di che i nuovi regolamenti del 1982 manda in pensione definitivamente “la Berlina che vince le corse”.




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