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1989 XM L’AMMIRAGLIA FRANCESE "SECONDO NUCCIO"
Inserito il 17 gennaio 2018 alle 10:27:00 da ottavio. IT - LE AUTO DI NUCCIO

Da sempre, Nuccio Bertone, fu affascinato dai modelli Citroen. Già nel 1972 realizzò la Camargue un coupé 2+2 dall’aria grintosa, su meccanica della GS.
Alla fine degli anni ’70 inizia una proficua collaborazione con la casa francese che si manifesta in modelli come la BX del 1982, berlina di classe media e da una linea molto originale.
Per la Bertone e il Centro Stile si preannuncia un periodo difficile nella realizzazione dei modelli francesi, forti di modelli come la DS prima, dalla matita di Flaminio Bertoni e della CX che non seppe, se non in parte a interpretare lo spirito evolutivo della precedente auto, per cui la nuova ammiraglia, la XM, doveva per forza essere all’altezza della concorrenza agguerrita da parte delle tedesche, tutte rigorosamente a tre volumi o delle innovative italiane e altre case… Per cui per sostenere questa rivalità occorreva ardore e coraggio che venne dalla presentazione della XM.


L’intento della dirigenza è quella di attirare gli sguardi soprattutto verso una linea fortemente a cuneo, da cui denota uno Cx di 0,28 con un frontale fortemente piatto e affilatissimo e da una coda importante e ben impostata con un alettone che poggia sul vano bagagli. Le fiancate sono percorse da una scalfitura evidente che parte dai fanali davanti e finisce nello specchio di coda resi ancora più evidenti dai vistosi paracolpi che percorrono tutta la fiancata compresi i paraurti anteriori e posteriori.
L’abitacolo è reso luminoso dalla vetratura ampia che percorre tutte le angolazioni montanti compresi. La zona più complessa e forse criticata è rimasta la 3/4 posteriore che presenta uno sbalzo non armonizzante con il resto. Il frontale rimane il pezzo forte che caratterizza tutto l’insieme reso seducente proprio dalla linea a cuneo.
Gli interni adeguate alla situazione, non deludono le aspettative: spazio, eleganza, confort, silenziosità e un tocco di originalità ed estro. Ampie poltrone davanti, divano posteriore abbattibile separatamente sollevato per vedere la strada davanti, i pannelli porta ben rivestiti fino al cruscotto con plastiche morbide e ben realizzate, volante mono razza con la possibilità di avere i comandi della radio sullo stesso, inoltre, doppio cristallo al portellone posteriore, per evitare gli sbalzi temperatura all’interno dell’abitacolo, una volta aperto il portellone.
Le sospensioni della vettura viene garantita dall’ormai proverbiale e sofisticato sistema idraulico, ma qui più evoluto e assistito, che permette al guidatore di scegliere tra due tipi di tarature: confort e sport, con un comportamento preciso e sincero. Il tutto è affidato ad un processore con sensori su tutti i dispositivi attivi della vettura, quali: sterzo, trasmissione, freni, sospensioni, il tutto dialogando con la centralina, tarando 20volte al secondo le sospensioni per avere il massimo confort ed assetto di guida. I freni sono a disco. La disposizione del motore è anteriore trasversale e con trazione anteriore. Alla presentazione fu dotata di tre motorizzazioni a benzina e due a gasolio. Fra i motori a benzina anche un 2000 (1998cm) di derivazione Peugeot con 114Cv, (107Cv catalizzato); ad iniezione elettronica con 128Cv (121Cv catalitica) e un tre litri V6 con 167Cv di origine PRV, mentre qualche mese successivo arriva un 4Valvole sempre V6 da 200CV. I diesel sono due uno aspirato con 82Cv e un turbodiesel con 109Cv e poi una lunga lista di optional che comprende fra l’latro: hi-fi climatizzatore a controllo automatico, tettuccio apribile selleria in pelle, antifurto e rivestimenti in radica.
Dai giornalisti si sono avute opinioni lusinghiere, dopo averla provata su strada anche sul bagnato per la tenuta di strada e la brillantezza dei motori. Un po’ meno per i consumi, ma erano altri i tempi.
Esiste anche la “familiare” oggi station wagon, che fece impallidire di un sol colpo le concorrenti per la capienza. Nel 1994 esordisce un nuovo propulsore di 2,5 di cilindrata turbodiesel di 129Cv e contemporaneamente il 2 litri si giova di un propulsore a 16v con 132CV.
La XM rimarrà in commercio fino al 2000 dopo aver prodotto 334.000 esemplari.




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