Sito Ufficiale x1/9
  Notizie     
 

I preferiti

Top - Siti web

Eventi
<
Ottobre
>
L M M G V S D
-- -- -- 01 02 03 04
05 06 07 08 09 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30 31 --

Questa settimana

 
1972 - “PICCOLA MIURA” LA X1/9
Inserito il 24 marzo 2010 alle 18:49:00 da ottavio. IT - LE AUTO DI NUCCIO

E’ stata da sempre definita “la piccola Ferrari” o “baby Ferrari”, ma non tutti sanno che la prima definizione data alla nostra amica ICS fu invece “ piccola Miura” definizione detta proprio da Oscar Montalbone, condirettore alla direzione progetti Fiat, o addirittura “una Miura in 1/16°, come la definivano in Fiat.
Nuccio Bertone con le esperienze maturate con il progetto Miura pensò di progettare una vettura con meccanica Fiat 128 dalle caratteristiche molto avanzate. Inizialmente realizzò un prototipo ispirato dai motoscafi da competizione dell’epoca: La Runabout.
La Runabout fu dapprima il nome di un leggero calessino monoposto;...

...con l'avvento dell'automobile, la denominazione passò ad uno speciale tipo di roadster; oggi designa sopratutto gli scafi aperti da diporto veloce. Da più di un secolo quindi, questo nome è sempre stato associato a mezzi concepiti espressamente per il tempo libero, per fare dello sport all'aria aperta, per provare nel vento della corsa l'ebbrezza della velocità. Un veicolo di nome Runabout non può avere alcuna velleità di utilizzo specifico come mezzo da trasporto; è solo un invito allo svago spensierato in una giornata di sole, all'evasione di una corsa nella natura, in luoghi ove il traffico congestionato in mezzo a foreste di cemento, lungo fiumi di detersivi, in riva a laghi di detriti o mari di idrocarburi, e sotto un cielo di fumi e miasmi velenosi - rimanga soltanto uno spiacevole ricordo . Esistono ancora simili paradisi? Sono stati gli stessi uomini della Bertone a chiederselo e sono gli stessi che hanno realizzato un simile veicolo. Certo, sulla base di considerazioni strettamente razionali, è ben difficile giustificarne la validità, proprio perchè presuppone un ambiente non ancora contaminato, una natura non compromessa irrimediabilmente dalla "civiltà" industriale, in cui rivivere l'incanto di quei momenti di felicità trascorsi dai nostri bisnonni su i loro Runabouts. Per capire la Runabout quindi bisogna essere giovani, soprattutto nello spirito, tant'è che nei ritagli di tempo gli stilisti della Bertone hanno ideato e creato un veicolo all'apparenza strano ma nello stesso dalla libera fantasia di quei giovani ne è divenuto poi lo spunto o l’introduzione a quello che successivamente diventò il progetto X1/9.
Quindi elaborò due modelli, uno con motore anteriore, uno con motore posteriore, ma all’utilizzo di un pianale inedito alla Fiat si opposero.
Il nostro Nuccio quindi presentò altri tre diversi progetti della stessa vettura, privilegiando ciò che in cuor suo riteneva più idoneo e coerente con l’evoluzione dei tempi. Amava dire che con la soluzione del motore centrale non si ponevano problemi riguardo la sistemazione del serbatoio carburante o della ruota di scorta, e per l’accessibilità al vano motore o il raffreddamento dello stesso.
Montalbone alla fine non trovò obiezioni e ammise che lo schema del progetto era molto razionale. Il telaio, derivato da quello della Stratos, disponeva di parti in lamiera stampata che agivano da longheroni ed erano sagomate in corrispondenza degli ingombri delle ruote e dei vari organi meccanici, si trattava dunque non di un pianale, ma di un vero e proprio telaio molto rigido e compatto. Lo studio venne portato a termine con l’approvazione di Montalbone, infine venne sottoposto a Gianni Agnelli, il quale commentò: “…non toccate nulla, mi piace molto così”…
Il nostro Nuccio però fu soddisfatto a metà, poiché avrebbe voluto mettere dentro l’X1/9 un motore di alte prestazioni e ciò non fu possibile.
Più che una sostituta della 850, con quelle soluzioni avanzate si presentava una fuoriserie dalle caratteristiche molto spiccate. La vettura fu presentata non al Salone dell’auto di Torino, ma alla stampa internazionale il 26 Novembre del 1972 in Sicilia sulle strade della mitica Targa Florio e fu la prima Fiat con motore centrale posteriore e con carrozzeria a duplice funzione: coupé/spider. Quello che videro i giornalisti fu una vettura incredibile per la fascia di mercato che avrebbe occupato.
La rivista Quattroruote, fece un ampio servizio sull’auto pubblicando le impressioni di guida anche del famoso pilota, Campione di Formula 1, Emerson Fittipaldi. Nell’intervista in data 3 aprile 1973 così esprimeva il suo parere:… linea bella, abitabilità normale per una sportiva, assetto di guida buono, strumentazione
molto buona, visibilità ottima, motore molto buono per una 1300, velocità più che sufficiente, accelerazione buona, ripresa non molto buona, cambio con rapporti da modificare, sterzo un po’ troppo demoltiplicato, freni molto buoni, comfort buono per una sportiva, tenuta di strada ottima….
Qualcun altro diceva: … bagagliaio molto piccolo specie quello posteriore, apertura cofani posteriori a chiave con serratura sul battente porta lato guida, cofano anteriore con apertura dentro il cassetto nel comparto abitacolo, soluzione poco pratica, ruota di scorta dietro il sedile passeggero, schienali non ribaltabili almeno nelle prime serie,ma nonostante ciò l’auto si vendeva, eccome !
L’auto trovò ampi consensi non solo nel mercato americano, tanto che alcuni giornalisti americani ed inglesi, la battezzarono “baby ferrari”. Nel mercato europeo, suscitò sorpresa il fatto che la Fiat avesse adottato una formula costruttiva assai nuova e anticonformista per un veicolo da produrre in serie.
Per la Bertone la X1/9 rappresentò una notevole affermazione sul piano tecnico-costruttivo, infatti essa fu concepita e realizzata nel reparto di progettazione di Grugliasco secondo una impostazione voluta e caldeggiata dallo stesso Nuccio Bertone.
La X1/9 rappresentò un successo anche industriale reso possibile dall’abilità di impostazione, per la costruzione di auto in serie, tanto da produrre inizialmente 50 auto giornaliere per poi passare a 75 e nel 1979 a 110.
Purtroppo, come per la 850, le fortune commerciali della X1/9 furono altamente contrastate dall’atteggiamento distaccato, se non ostruzionistico dei responsabili alle vendite Fiat che cercavano di scoraggiare il cliente verso il modello, argomentando che i tempi di consegna erano molto lunghi proponendo in alternativa la 128 3P che la Fiat aveva introdotto l’anno prima con dubbio esito sul mercato.
Ma il prodotto X1/9 non trovò arresto, tanto che il responsabile del settore auto presso la stessa Fiat, N. Tufarelli, certo della bontà del prodotto concordò una campagna di rilancio con Bertone facendo apportare delle migliorie resosi necessarie per rinfrescare il già collaudato progetto. Da qui in poi le vendite ripresero con vigore e fino quasi al 1989, con il marchio Bertone e a curarsi anche della commercializzazione. La vettura venne dotata di tutti gli accorgimenti possibili in materia di sicurezza passiva, dotata anche di aria condizionata, interni in pelle e vetri atermici, dotata di quello che serviva per rispettare al massimo tutte le norme antinquinamento, già rigidissima negli States. Per questo era equipaggiata con un catalizzatore trivalente con sonda lambda, a tutto oggi superiore a quelli in produzione in Europa. Purtroppo questo a scapito della potenza, che si vede ridotta a 75cv; in compenso la macchina ha un andamento molto più fluido grazie al sofisticato sistema di iniezione Bosch. Questo è, in breve, tutto ciò che riguarda la X1/9 stradale ed il suo progetto. In tutto le X1/9 furono 160.000 nelle varie versioni fino al 1988.
Da essa furono derivate dei “mostri sacri” di potenza e performance sportive quali la X1/9 Dallara e la X1/9 Abarth.
“Oggi” … possiamo dire con tranquillità, che il progetto è ancora attuale, la sua bontà progettuale ha assecondato tutti i palati anche quelli più fini…
Chi non possiede una X1/9, non può comprendere di cosa stiamo parlando. Parliamo di emozioni senza compromessi.
Piccola ed economica come una utilitaria, ma con doti da vera sportiva con una tenuta di strada superba.
La voce del motore dietro la schiena, minima altezza da terra, tetto amovibile, l’aria che accarezza i capelli, trazione posteriore e motore centrale, fari a scomparsa, il sovrasterzo che si contrasta con il controsterzo, ottima distribuzione dei pesi, sospensioni indipendenti, quattro freni a disco, telaio a scocca portante, niente servofreno e niente servosterzo, ecc….,
(Niki Lauda, tre volte campione del mondo di F1, amava ripetere che le auto sportive si guidano con il sedere, nel senso che è in quel punto che il bravo pilota sente i segnali della vettura e queste sensazioni solo con una macchina come la nostra si possono avere, soprattutto perché la nostra Amica non ha quegli accorgimenti tecnici di certe auto sportive moderne, quasi asettiche che fanno avere poca sensibilità), da vivere sul lungo mare o in città, in una strada di montagna o in pista.
E’ forse casuale essere l’auto con motore Fiat, alla quale sono stati dedicati la maggior parte di siti (inerenti il mondo dell’auto) sulla rete internet? Noi crediamo di no . A voi che avete letto quanto scritto e avreste voglia di saperne di più, provate a fermare la prima X1/9 che incontrate per strada e a chiedere al suo proprietario quali sono le sensazioni che si provano guidandola... rimarrete esterrefatti.
L’hanno definita in tutti i modi anche “brutto anatroccolo”, ma ecco il riscatto ormai sono passati quasi quarantanni, dalla sua presentazione (1972 – 2012) ed è un continuo “tam tam” a tutte le latitudini della terra che da incompresa è diventata un punto di riferimento, finalmente si ci sta accorgendo di un’auto unica ai sui tempi e moderna ancor oggi che si chiama X1/9.

Letto : 7014 | Torna indietro

 
Log in
Login
Password
Memorizza i tuoi dati:


Visitatori
Visitatori Correnti : 8
Membri : 0

Per visualizzare la lista degli utenti collegati alla community, devi essere un utente registrato.
Iscriviti

Iscritti
 Utenti: 934
Ultimo iscritto : raffaele
Lista iscritti

 
 Copyright © Club Nazionale X1/9 
Contattami
Realizzato con ASP-Nuke 2.0.7
Questa pagina è stata eseguita in 0,203125secondi.
Versione stampabile Versione stampabile